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Cocos nucifera
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top
Il mwbqcoccocite-ref-1[1] o mwcgpalma da cocco (mwcwmwdaCocos nucifera mwdqmwdgL., mwdw1753) è una mweapianta della mweqfamiglia delle mwegArecacee (mwewsottofamiglia Arecoideae, mwfatribù mwfqCocoseaecite-ref-dransfield2016-2-0[2]). È l'unica specie riconosciuta del genere mwggmwgwCocos.cite-ref-powo-3-0[3]
La specie è originaria delle zone tropicali del Sud-est asiatico (in particolare Indonesia, Filippine e Malesia) e delle isole del Pacifico.
Contents
• Fusto
• Radici
• Foglie
• Fiori
• Frutti
• Semi
• Varietà
• Usi
• Note
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Etimologia
La parola cocco deriva dalla portoghese mwjacoco, che significa testa.
Descrizione
Fusto
Il mwnwfusto è colonnare e slanciato, alto dai 20 ai 40mwoa m, con un diametro di 50–70mwoq cm alla base e di 25–35mwog cm in alto, con la superficie di colore grigio, segnata dalle cicatrici a forma di anello lasciate dalle foglie e dai racemi caduti, termina all'apice con una corona di grandi foglie paripennate.
Radici
Le mwpqradici sono fascicolate, cilindriche, di diametro uniforme, di notevole sviluppo, ma dalla vita breve, sostituite dalle radici avventizie che si sviluppano dalla base della pianta e che si estendono negli strati superficiali del terreno; le radici aeree avventizie si sviluppano dal colletto della pianta fino a 1mwpg m di altezza con particolari formazioni lenticellari.
Foglie
Le mwqqfoglie sono paripennate, lunghe 4–5mwqg m, con la base dilatata a formare una larga guaina, erette nei primi due anni di vita e successivamente cadenti, formate da leggerissime foglioline, allungate e brevemente piccole, divise in due, molto striate e leggermente arcuate.
Fiori
I mwtqfiori sono piccoli e giallastri, riuniti in mwtginfiorescenze a spadice, ramificate in circa 50 rami secondari, protette esternamente da una grande spata concava. Ogni pianta porta annualmente da 6 a 12 infiorescenze, prodotte in tempi diversi.
Nella parte basale dei rami dello spadice si trovano generalmente 5 fiori femminili formati da un mwuaperigonio di 6 mwuqtepali, a lobi inspessiti, disposti su 2 mwugverticilli embricati, formati da 3 elementi, i 6 mwuwstami sono disposti su due verticilli da tre elementi ciascuno e sono rudimentali, l'mwvaovario è formato da 3 carpelli di cui solo uno verrà fecondato. La palma non è mwvqdioica come molte altre palme, ma monoica a fiori diclini: la parte maschile e la parte femminile sono sulla stessa pianta.
I fiori maschili sono molto numerosi, circa 300 per ogni ramo dello spadice con un perigonio di 6 elementi, hanno 6 stami, un mwvwpistillo rudimentale che nella parte apicale ha 3 denti provvisti di ghiandole mwwanettarifere per attirare gli mwwqinsetti pronubi. L'mwwgimpollinazione è mista, sia anemofila sia entomofila.
Frutti
I mwyqfrutti sono mwygdrupe voluminose, dette comunemente mwywnoci di cocco, di circa 1mwza kg di peso. Si formano dopo 2 settimane dalla fioritura e crescono rapidamente per circa 6 mesi. Hanno mwzqesocarpo (buccia) liscio e sottile generalmente di colore rosso-brunastro, mwzgmesocarpo fibroso e leggero a maturità che è strettamente unito all'mwzwendocarpo (guscio) legnoso e durissimo il quale presenta alla base 3 pori a minore spessore chiaramente visibili, detti anche "occhi". Il guscio è strettamente aderente al tegumento del seme che racchiude. Occorrono 12-13 mesi perché da una spata aperta si passi ad un frutto maturo e in alcune varietà serve anche più tempo.cite-ref-coco-5-0[5]
Per la commercializzazione della noce la buccia e il mesocarpo fibroso sono rimossi.
Il mesocarpo fibroso, dotato di fibre legnose leggere appressate, costituisce la parte che sostiene il galleggiamento della noce. Questo materiale è un'importante fibra vegetale commerciale detta mwbgfibra di cocco o mwbwfibra coir, è estremamente resistente all'acqua e una delle poche resistente all'acqua salata.
Semi
Il mwcgseme è costituito dalla polpa della noce; ha un tegumento sottilissimo di colore bruno, strettamente aderente all'endosperma ricco di grassi (mwcwcopra), formato da uno strato spesso 1–3mwda cm che forma una cavità contenente un liquido lattiginoso, detto "mwdqacqua di cocco", che poi si addensa; l'embrione è avvolto dall'mwdgendosperma a un'estremità del frutto. La germinazione avviene con la produzione di un mwdwaustorio che si sviluppa all'interno del seme formando un tessuto carnoso detto mweapomo, e dalla parte opposta si forma il mweqcotiledone che fuoriesce dal guscio da uno dei pori (occhi), dando origine alla mweggemma da cui si sviluppa il fusto con le foglie e le radici.
Distribuzione e habitat
I marittimi mwigaustronesiani delle mwiwFilippine hanno successivamente introdotto le noci di cocco sulla costa del mwjaPacifico del mwjqCentro America. Le palme da cocco che furono addomesticate in mwjgIndia si diffusero verso ovest. Dopo che furono introdotte nell'mwjwAfrica orientale, gli europei portarono le noci di cocco sulla costa atlantica dell'Africa e successivamente in mwkaSud America.cite-ref-7[7]
Oggigiorno le principali zone di diffusione della palma da cocco sono situate tra il ventiduesimo mwlgparallelo mwlwnord e il ventiduesimo parallelo mwmasudcite-ref-coco-5-1[5]. La palma è coltivabile anche oltre questi limiti di latitudine, ma le coltivazioni perdono importanza commercialecite-ref-coco-5-2[5]. Generalmente le palme vengono coltivate sulla costa, ma la loro crescita non è limitata agli ambienti costieri. È possibile trovare palme anche a centinaia di mwoqchilometri dalla costa quando le condizioni mwogclimatiche lo permettonocite-ref-coco-5-3[5]. In ogni caso l'influenza marina ha sicuramente un effetto positivo sul raccolto dei mwpwfrutticite-ref-coco-5-4[5].
Generalmente la capacità delle noci di cocco di galleggiare sull'acqua marina è un metodo di diffusione naturale della specie. Le noci di cocco sono in grado di germogliare dopo 110 mwrqgiorni di immersione nell'mwrgacqua di mwrwmare, periodo in cui possono percorrere fino a 5000 chilometricite-ref-coco-5-5[5]. La diffusione attuale è avvenuta ad opera dell'uomo sia in epoca storica, come documentato, sia in epoca precedente ad opera delle popolazioni indigene dei settori geografici interessati.cite-ref-coco-5-6[5].
Tassonomia
Il genere comprende una sola specie, mwvgCocos nucifera.cite-ref-powo-3-1[3]
Alcune specie già attribuite a mwxaCocos hanno avuto attribuzione diversa:
• mwxwCocos capitata Mart. mwya1826 (= mwyqmwygButia capitata (Mart.) Becc.)
• mwzaCocos elegantissima Chabaud mwzq1905 (= mwzgButia capitata (Mart.) Becc.)
• mw0aCocos erythrospatha Mart. ex Drude 1881 (= mw0qButia capitata (Mart.) Becc.)
• mw0wCocos lilaceiflora Chabaud mw1a1916 (= mw1qButia capitata (Mart.) Becc.)
• mw1wCocos odorata Barb. Rodr. mw2a1891 (= mw2qButia capitata (Mart.) Becc.)
• mw2wCocos plumosa Lodd. ex Hook. mw3a1860 (= mw3qSyagrus romanzoffianum (Cham.) Glassman)
• mw4aCocos pulposa Barb. Rodr. 1891 (= mw4qButia capitata (Mart.) Becc.)
Varietà
La specie presenta oltre 80 mw5avarietà descritte.cite-ref-coco-5-7[5] Fondamentalmente le varietà si dividono in due grandi categorie, piuttosto omogenee per caratteristiche, le mw6qalte e la mw6gnane. Questa divisione non è rigida e vi sono varietà che non ricadono in nessuna delle due categorie. Le varietà alte sono generalmente mw6wallogame, mentre le varietà nane sono generalmente mw7aautogame.cite-ref-coco-5-8[5]
Varietà "alte"
Varietà "nane"
L'altezza massima è minore delle varietà alte, ma le palme possono ancora risultare imponenti, con altezze fino a 12 metricite-ref-coco-5-11[5]. Questo genere di palme è anche estremamente rapido nel raggiungere la maturità riproduttiva i primi frutti possono essere raccolti anche a soli 4 anni dall'impiantocite-ref-coco-5-12[5], con noci che toccano il suolo. La varietà più famosa tra le nane è la Malayan Dwarfcite-ref-coco-5-13[5] che ha tre sottotipi: la mwaqoregia, l'mwaqseburnea e la mwaqwpumilacite-ref-coco-5-14[5] che differiscono per il colore della noce. Le noci delle varietà nane sono più piccole in genere di quelle delle varietà altecite-ref-coco-5-15[5].
Altre varietà
Vi sono altre varietà dalle caratteristiche intermedie. Inoltre esistono varietà dalle noci particolarmente grandi o particolarmente piccole. Ci sono anche alcune varietà che hanno l'involucro della noce commestibilecite-ref-coco-5-16[5], altre con l'esocarpo rosacite-ref-coco-5-17[5] o con la noce che contiene sostanze viscose o profumatecite-ref-coco-5-18[5]. Queste varietà quando sono commerciate lo sono solo su base locale e non hanno importanza economicacite-ref-coco-5-19[5].
Produzione
| I 10 maggiori produttori di cocco nel 2018 [ 8 ] | I 10 maggiori produttori di cocco nel 2018 [ 8 ] |
|---|---|
| Paese | Produzione ( tonnellate ) |
| Indonesia | 18.555.371 |
| Filippine | 14.726.165 |
| India | 11.706.343 |
| Sri Lanka | 2.623.000 |
| Brasile | 2.346.750 |
| Vietnam | 1.571.709 |
| Papua Nuova Guinea | 1.221.080 |
| Messico | 1.158.471 |
| Thailandia | 885.751 |
| Birmania | 557.240 |
| Totale mondiale | 61.865.421 |
Coltivazione
Le condizioni fondamentali per la coltivazione commerciale della palma sono state indicate da Frémond e altri nei seguenti punticite-ref-coco-5-20[5]:
• Almeno 130 millimetri di pioggia al mese. Se è presente una stagione secca i mesi con meno di 50 millimetri di pioggia non devono essere più di tre consecutivi.
• La temperatura ottimale si attesta su una media annuale di 27mwaxu °C. Temperature sotto i 20mwaxy °C devono essere infrequenti.
• Almeno 2000 ore di luce solare diretta annua.
• Un'umidità relativa sempre dell'80-90%, con nessun mese sotto il 60%.
• I venti devono essere frequenti in quanto favoriscono l'impollinazione.
Le palme da cocco non sono molto esigenti per quanto riguarda la natura del suolo, mentre l'umidità e l'aerazione sono fondamentali. In caso di piogge abbondanti si adattano anche a suoli relativamente pesanti, a patto che le piogge continue evitino un eccessivo indurimento del terrenocite-ref-coco-5-21[5]. Ovviamente i suoli sabbiosi sono i migliori, specie se ricchi di materia organicacite-ref-coco-5-22[5]. Comunque l'esteso apparato radicale della pianta è in grado di estrarre nutrienti anche da suoli relativamente poveri, sebbene questi influenzino la qualità e la quantità del raccolto di noci di coccocite-ref-coco-5-23[5]. Una profondità di suolo smosso di almeno un metro è fondamentale per fornire sia ancoraggio sia nutrimentocite-ref-coco-5-24[5]. Il mwayspH del suolo può variare da 5 a 8, anche se sopra il 7,5 si creano squilibri nutrizionalicite-ref-coco-5-25[5]. La pianta tollera senza grandi problemi alte concentrazioni di mwazasodio e mwazepotassiocite-ref-coco-5-26[5] (suoli salmastri o venti salini).
Usi
• Come mwaaipianta ornamentale in giardino nei climi adatti, in mwaamserra o in appartamento nelle regioni a clima sfavorevole, piante i cui fusti eretti crescono direttamente dalla noce appoggiata al terreno, nei climi temperati viene generalmente coltivata in vaso in ambienti confinati a temperatura ed umidità controllata.
• Nei paesi d'origine, per la produzione di noci di cocco utilizzate per il consumo fresco.
• Per ricavare la mwaaycopra per la produzione della mwaacmargarina di cocco, un mwaagolio vegetale ad alto punto di fusione utilizzato in pasticceria come succedaneo del mwaakburro; per la fabbricazione di saponi, colle e appretti. I sottoprodotti della lavorazione industriale della copra, come il mwaaopanello di copra, vengono utilizzati come mangime per gli animali. Dalla copra ridotta in polvere si ricava una farina utilizzata a fini alimentari.
• Dalle fibre del mesocarpo si ricava il mwaawcoir, una fibra utilizzata per lavori di intreccio, tappeti e cordami. mwaa0etichettatura tessile sigla CC.
• Con la linfa estratta incidendo le giovani infiorescenze si ricava il 'vino' di palma (linfa fermentata), l'aceto di palma, lo mwaa8zucchero di palma e l'acquavite di palma. La linfa fresca è di consumo comune nelle mwabaKiribati: chiamata karewe, viene raccolta due volte al giorno e poi viene cotta per fare uno sciroppo chiamato kamaimai.
• Le giovani gemme sono commestibili (cavoli di palma).
• Dagli stipiti si ricava il legno di cocco, utilizzato per la facilità di lavorazione per mobili, manici d'ombrello, o abitazioni rurali.
• Le fronde vengono utilizzate come fibre per intrecciare cappelli, stuoie e tetti per le capanne.
• Le donne mwabutamil in mwabySri Lanka utilizzano l'olio ottenuto da una prolungata bollitura del latte di cocco come idratante per alleviare le smagliature del parto e per rendere morbidi i capelli. Queste popolazioni bevono anche il latte di cocco mescolato a foglie di mwabcpepe finemente tritate come cura dei disturbi della vista.cite-ref-tam-9-0[9].
• L'olio è utilizzato comunemente nei prodotti per rasatura (crema, sapone e schiuma da barba) e anche negli mwab0abbronzanti.
• Nelle mwab8Filippine dalla fermentazione dell'acqua di cocco viene prodotto il dolce noto come mwacanata de coco.
Proprietà medicinali
La noce di cocco è composta al 50% d'mwacqacqua. Il restante è formato da mwacufibre, mwacycarboidrati, mwacczuccheri e mwacglipidi. mwackFerro, mwacopotassio, mwacsrame, mwacwzinco, mwac0magnesio, mwac4fosforo e mwac8sodio sono i mwadasali minerali presenti in maggior quantità dentro il mwadefrutto.
L'mwadmIsoleucina, mwadqserina, mwadutreonina, mwadyacido glutammico, mwadcarginina, mwadgacido aspartico, mwadkfenilalanina, mwadoglicinae mwadscistina, sono invece gli mwadwamminoacidi più abbondanti. L'abbondanza di mwad0vitamine B e C aiuta negli stati di debolezza, stanchezza e allevia lo stress.
L'acqua della noce di cocco, oltre che essere dissetante, dolce e rinfrescante, proprietà che l'hanno reso molto popolare nella stagione estiva, ha pochissimi grassi e calorie ed è priva di colesterolo e ha abbondanti quantità di mwad8sodio, mwaeapotassio, mwaeemagnesio e mwaeicalcio. Tutte queste caratteristiche la rendono un ottimo mwaemintegratore dopo un'intensa attività fisica.
L'olio di cocco è uno dei pochi oli alimentari vegetali naturali completamente mwaeusaturi per cui l'uso abituale in dieta, anche dei suoi derivati, deve essere attentamente controllato.
Metodi di coltivazione
Nel clima mediterraneo è possibile la coltivazione in serra calda, con aria confinata ed elevata umidità ambientale, luce solare filtrata, concimando 2 volte al mese nella bella stagione, con fertilizzante liquido medio, frequenti annaffiature senza eccedere nelle quantità e spruzzature alla chioma, evitando il ristagno d'acqua, rinterrando annualmente, sostituendo la terra superficiale dei vasi con terriccio di bosco misto ad erica, arricchito con terricciato organico e alleggerito con sabbia.
In condizioni ottimali nella coltivazione in vaso può superare facilmente i 2mwaek m.
Avversità
Pianta molto delicata, negli appartamenti raramente sopravvive più di 2-3 anni, l'apparato radicale è soggetto facilmente al marciume, favorito dal ristagno idrico, e soprattutto dalle basse temperature del substrato, gli ambienti con scarsa umidità, le correnti d'aria e la luce solare diretta, provocano il disseccamento delle foglie ad iniziare dai margini, vengono inoltre attaccati da numerosi mwaewparassiti.
Spesso le piante in vendita hanno subito colpi di freddo durante il trasporto o vengono vendute già talmente debilitate da rendere impossibile la sopravvivenza dopo l'acquisto, nonostante appaiano di aspetto vitale.
Uno dei più temibili parassiti di questa pianta è il mwae8mwafaRhynchophorus ferrugineus, noto come punteruolo rosso delle palme. Si tratta di un mwafecoleottero mwaficurculionide originario dell'mwafmAsia, recentemente propagatosi in mwafqMedio Oriente e successivamente a tutto il mwafubacino del Mediterraneo e rivelatosi resistente a tutti i mezzi di controllo convenzionali.
Note
cite-note-11. ↑ mwafwmwaf0mwaf4Cocco nell'Enciclopedia Treccani, su mwaf8treccani.it. mwagaURL consultato il 30 dicembre 2021.
cite-note-powo-33. ↑ mwahq(mwahumwahyEN) mwahcmwahgCocos nucifera, su mwahkPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mwahoURL consultato il 31 gennaio 2021.
cite-note-44. ↑ mwah4(mwah8mwaiaEN) mwaiemwaiiEl Cuco or El Coco - Hispanic Culture | Latino Culture | Latin American Culture, su mwaimhispanic-culture-online.com, 14 luglio 2013. mwaiqURL consultato il 28 agosto 2016 mwaiu(archiviato dall'mwaiyurl originale l'11 settembre 2016).
cite-note-coco-55. ↑ Grimwood, Brian E., F. Ashman, D.A.V. Dendy, C.G. Jarman, E.C.S. Little, and W.H. Timmins. (1975). Coconut Palm Products – Their processing in developing countries. Rome: FAO. ISBN 978-92-5-100853-9
cite-note-61. Werth, E. (1933). Distribution, Origin and Cultivation of the Coconut Palm. mwamiBer. Deutschen Bot. Ges., vol 51, pp. 301–304. (article translated into English by Dr. R. Child, Director, Coconut Research Scheme, Lunuwila, Sri Lanka).
cite-note-77. ↑ mwamyLucas Brouwers, Baudouin L e Olsen KM, mwamcmwamgIndependent Origins of Cultivated Coconut (Cocos nucifera L.) in the Old World Tropics., in mwamkPloS one, vol.mwamo 6, n.mwams 6, 2011. mwamwURL consultato il 15 novembre 2020.
cite-note-82. mwana(mwanemwaniEN) Food and Agriculture Organization of The United Nations, mwanmmwanqFAOSTAT, su mwanufao.org. mwanyURL consultato il 7 agosto 2020.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) coconut palm, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Cocos nucifera, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Cocos nucifera, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
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• citerefipni(EN) Cocos nucifera, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Cocos nucifera, su ITIS.